Pavia. Più di un anno di attesa per una visita: l'esperienza del 65enne Stefano Temporali potrebbe essere quella vissuta delle migliaia di pazienti che si trovano a fare i conti con i lunghi tempi di accesso alle prestazioni mediche e agli esami. Nel suo caso, una visita oculistica richiesta a luglio 2025 gli è stata prenotata alle cliniche Maugeri di Pavia nell'ottobre di quest'anno: quindici mesi dopo, quando la sua impegnativa di classe D imporrebbe la prestazione entro un mese. «Non voglio fare polemica con nessuno, ma queste sono le esperienze che come cittadino ti rendono stufo, una mancanza di rispetto» racconta l'uomo, che ha deciso di scrivere a questo giornale dopo gli ultimi articoli pubblicati in merito ai tempi d'attesa.

La storia di Temporali sembrerebbe evidenziare un fatto: le attese reali che molti pazienti sperimentano possono - in certi casi - essere ben più lunghe dei tempi medi che le aziende sanitarie riportano nei loro report di monitoraggio, cioè uno dei pochi strumenti statistici e pubblici che consentono di dettagliare il fenomeno: secondo questi dati, certe strutture della provincia riescono a garantire appena il 50 per cento delle visite oculistiche entro i tempi della ricetta B (urgenza breve a dieci giorni) mentre in altre l'attesa media rilevata può superare i tre mesi. Ma come racconta la vicenda di Temporali, non è raro che i tempi siano ben più lunghi di quelli medi. Il paziente riferisce di essere in cura da anni per una maculopatia, una malattia che provoca un "annebbiamento" della vista in particolare al centro del campo visivo.