Un embargo totale su tutte le merci dirette o provenienti da Israele. Ma anche una effettiva operatività dell’osservatorio sul traffico di armamenti sui moli del porto cittadino, già nelle richieste delle piazze dello scorso autunno, e ovviamente la liberazione degli attivisti arrestati in acque internazionali dall’Idf.
Torna ad alzare la voce, ai varchi portuali di Genova, la mobilitazione a sostegno della causa palestinese. Oggi lo sciopero generale annunciato da Usb e il nuovo assalto alle imbarcazioni della missione in navigazione verso Gaza da parte delle forze armate israeliane hanno riportato il presidio in piazza. Con numeri lontanissimi da quelli della partecipazione dei mesi scorsi, in via Albertazzi si sono ritrovati in 200, forse pochi di più, ma le stesse richieste.
Già in piazza dalla prima mattina, a Genova davanti alla Prefettura come in tutte le altre piazze italiane nel nome dello sciopero convocato contro i tagli al sociale, le privatizzazioni e il riarmo del governo Meloni, per Usb i destini della Flotilla è del resto già da tempo tema identitario. Le piazze di ieri, poi, valevano come prove generali per la grande manifestazione nazionale del sindacato di base di sabato a Roma.









