In occasione dello sciopero generale indetto dall’Usb, si sono moltiplicate le piazze in Italia per manifestare «contro guerra e genocidio, carovita e sfruttamento». Ma anche per trasformare l’intercettazione delle 54 imbarcazioni dirette verso Gaza in uno strumento di pressione per interrompere i rapporti con IsraeleNon basta un corteo. A Roma, Milano, Napoli, Bologna, Genova, Palermo, Pisa, Livorno, come in circa un’altra decina di città in Italia, sono state due le mobilitazioni che si sono svolte per lo sciopero generale indetto dall’Unione sindacale di base il 18 maggio: «Contro guerra e genocidio, carovita e sfruttamento». Ma anche a sostegno della Global Sumud Flotiila, la flotta di imbarcazioni civili diretta verso Gaza per portare aiuti e professionalità nella Striscia e rompere il blocco imposto daPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Chiara SgrecciaScrive di scuola, spazi pubblici, esteri. Ha lavorato per la redazione de L’Espresso dopo aver iniziato la professione sul campo, come freelance. Giornalista professionista. Su ig: @chiarasgreccia