Riuscire ad isolarsi e ad ascoltare parole di saggezza e di profonda spiritualità nella bolgia (salutare) del Salone del libro di Torino è già di per sé un miracolo. Ci è riuscito Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose e ora della Madia, presentando sabato (con chi scrive) il primo volume della Biblioteca a lui dedicata dalle edizioni San Paolo. «Il corvo di Elia» è un’introduzione alla preghiera che l’autore non ritiene un dovere del credente, un’obbligazione, ma un dialogo spontaneo con Dio, nel quale si può ritrovare sé stessi nella comunione con gli altri. Ma attenti a non cadere nella trappola della contemplazione pagana. Una ricerca, quella insita nella preghiera, che riguarda tutti. Anche i non credenti. Anche coloro che non pregano ma si pongono tante domande sul senso della vita. Ho obiettato a Bianchi che spesso i laici si trovano nella condizione di non sapere a chi rivolgere la loro preghiera. È la nuova solitudine di cui soffrono ampliata dalla crisi dei valori della democrazia, dello stato di diritto. Bianchi è stato come sempre sincero e diretto nelle risposte. Ha parlato delle differenze tra il pontificato di Francesco, da lui definito “profetico” come quello di Giovanni XXIII, e la missione di Leone XIV di cui apprezza “sapienza, equilibrio e pacatezza”, le qualità necessarie per ripristinare l’unità della Chiesa. Ma presto vi sarà lo scisma dei lefebvriani. Bianchi si è espresso a favore del suicidio assistito combattendo l’idea che la sofferenza sia la misura ineluttabile della fede. Non siamo condannati a provare del dolore, è stato il grido, quasi liberatorio. E quando si è trattato di consigliare le migliori omelie della Chiesa, Bianchi non ha avuto dubbi e ha suggerito di seguire su You Tube quelle dell’arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia, che un po’ gli ricorda Giacomo Lercaro. Don Mimmo, a giudizio di Bianchi, è l’esempio più forte di una Chiesa profetica di fronte alle ingiustizie del mondo.
Fratel Bianchi e il giudizio su Leone XIV
Presentato al Salone del Libro di Torino il «Il corvo di Elia» di Enzo Bianchi: una introduzione alla preghiera che riguarda anche i non credenti













