Usb Università aderisce e sostiene lo sciopero generale di oggi, 18 maggio. "Riteniamo inaccettabile che miliardi di euro vengano destinati alle spese militari mentre il sistema universitario pubblico continua a essere impoverito. Le conseguenze della situazione geopolitica globale stanno già colpendo duramente il mondo dell'università: l'aumento del costo della vita e dell'inflazione erode salari e stipendi del personale universitario, già insufficienti dopo anni di pessimi rinnovi contrattuali; il definanziamento dell'università pubblica si aggrava mentre crescono le risorse destinate al riarmo; aumentano precarietà, sfruttamento e ricattabilità per ricercatori, assegnisti, dottorandi e personale tecnico-amministrativo; gli studenti subiscono l'aumento dei costi di affitti, trasporti ed energia, con un diritto allo studio sempre più limitato; si rafforzano processi di subordinazione della ricerca pubblica agli interessi militari e industriali, mettendo a rischio l'autonomia della conoscenza e della cooperazione scientifica internazionale", afferma il sindacato.
Per Usb Università "la conoscenza, la ricerca e la formazione devono essere strumenti di emancipazione e cooperazione tra i popoli, non strumenti funzionali all'economia di guerra".















