Il sindacato chiama allo sciopero generale contro guerra, riarmo e complicità con il genocidio del popolo palestinese
Genova - L’Unione sindacale di base (l’Usb) ha lanciato uno sciopero generale che riguarderà tutte le categorie pubbliche per l’intera giornata del 18 maggio 2026.
"Nemmeno un chiodo per guerre e genocidio! USB chiama allo sciopero generale del 18 maggio contro guerra, riarmo e complicità con il genocidio del popolo palestinese. Mentre miliardi vengono dirottati verso armi, eserciti e industria bellica, salari, pensioni, sanità, scuola e servizi pubblici continuano a pagare il prezzo delle loro scelte – si legge nelle motivazioni della mobilitazione, che riguarderà diversi settori come trasporti, scuola, pubblica amministrazione e sanità – USB lancia una giornata di lotta per fermare la corsa al riarmo, bloccare ogni supporto logistico e produttivo alle guerre e riportare al centro lavoro, diritti, pace e giustizia sociale. Il 18 maggio scioperiamo perché nessun lavoratore deve essere complice di guerra, occupazione e massacri. Le risorse servono ai popoli, non alle armi”.
In sciopero anche le cooperative sociali: “Il 18 maggio saremo in sciopero per dire basta a precarietà, salari insufficienti e servizi sociali trattati come un mercato. Mentre vengono tagliati welfare e diritti, aumentano gli investimenti nelle spese militari – spiegano – Noi scegliamo dignità, salari adeguati e servizi di qualità. Scioperiamo per: la reinternalizzazione dei servizi sociali, contro appalti al ribasso che precarizzano lavoratrici, lavoratori e assistenza, il rinnovo immediato del CCNL, aumenti salariali adeguati al costo della vita e il riconoscimento della nostra professionalità; il pagamento e il riconoscimento di tutte le ore realmente lavorate, comprese programmazione, spostamenti e tempi “vuoti” tra i servizi; maggiori tutele per salute e sicurezza in un lavoro sempre più usurante; stabilizzazione e valorizzazione del lavoro educativo e assistenziale, contro ogni dequalificazione del settore”.









