Lunedì 18 maggio sarà una giornata nera a causa dello sciopero generale che toccherà diversecategorie: dai trasporti ai collegamenti ferroviari, passando per la scuola e gli sportelli della pubblica amministrazione.

Perché la protesta

Alla base della protesta non solo rivendicazioni contrattuali, ma una presa di posizione politica. Come comunicato ufficialmente dall'Unione Sindacale di Base, l’astensione dal lavoro risponde all’appello della Global Sumud Flotilla per denunciare il genocidio in Palestina e l'escalation bellica globale. «Le conseguenze economiche e sociali che questa guerra produce sulla vita dei lavoratori e delle lavoratrici», scrive il sindacato «La guerra entra nelle nostre vite. Entra nei salari che perdono valore, nella sanità pubblica svuotata, nella scuola impoverita, nel welfare tagliato, negli affitti che aumentano, nei prezzi che corrono, nella benzina che pesa sempre di più sulle famiglie. Ogni euro destinato al riarmo è un euro sottratto a chi lavora, a chi studia, a chi si cura, a chi vive del proprio salario».

I trasporti

Il settore dei trasporti sarà il terreno dove l'impatto dello sciopero risulterà più evidente. L’agitazione ferroviaria prenderà il via già dalle ore 21:00 di domenica 17 maggio, coinvolgendo per 24 ore sia il personale di Trenitalia che quello di Italo. Nonostante la conferma delle fasce di garanzia previste dalla legge (dalle 06:00 alle 09:00 e dalle 18:00 alle 21:00 di lunedì), si prevedono forti ripercussioni sulla circolazione dell'Alta Velocità e dei treni regionali.