La popolazione protesta da giorni contro la crisi economica mentre incombe la minaccia di un attacco da parte degli Usa. Il governo cubano ha diffuso ai cittadini le linee guida per la difesa mentre gli Stati Uniti accusano L’Avana di collaborare con Russia e Iran per aumentare le proprie riserve di droni da combattimento. Cuba respinge accuse: "Lo sforzo anticubano allo scopo di giustificare senza alcuna scusa un'aggressione militare si intensifica di ora in ora, con accuse sempre più inverosimili"

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Sono sempre più tesi i rapporti tra Cuba e Stati Uniti. Tra blackout, carenza di carburante e mancanza di acqua la popolazione è arrivata allo stremo e da diversi giorni scende in piazza per protestare contro la crisi economica. A impaurire è anche la minaccia di un attacco da parte degli Usa: timore alimentato dallo stesso Palacio de la Revolución che ha pubblicato una "Guida alla protezione della famiglia in caso di aggressione militare", esortando i cubani a studiarla e a restare pronti.

Fonti Usa: "Cuba collabora con Russia e Iran per droni"

Dal canto loro, le autorità dell’isola hanno ribadito che Cuba difende la pace, ma che è anche pronta a tutelare il proprio territorio. Gli Stati Uniti ritengono che L’Avana collabori con Russia e Iran in materia di droni: un’ipotesi che trova riscontro anche da Axios che cita informazioni dell'intelligence statunitense e funzionari americani. Secondo il media statunitense, il regime cubano avrebbe accumulato dal 2023 oltre 300 droni da combattimento forniti da Mosca e Teheran, nascondendoli in diverse aree strategiche dell'isola. Secondo le fonti, L'Avana starebbe valutando possibili impieghi dei velivoli senza pilota contro obiettivi sensibili come la base navale Usa di Guantánamo, navi militari statunitensi e perfino Key West, in Florida. Gli Stati Uniti considerano la presenza di queste tecnologie a poche decine di chilometri dalle proprie coste "una minaccia crescente" anche se non immediata.