L'uccisione di quattro uomini a bordo di un'imbarcazione civile statunitense intercettata mercoledì dalla Guardia Costiera cubana rischia di far salire ulteriormente la già altissima tensione che intercorre tra Washington e L'Avana nel contesto dell'inasprimento dell'embargo petrolifero sull'isola e di una forte presenza militare statunitense nel Mar dei Caraibi.

L'amministrazione Trump ha messo subito in dubbio la versione ufficiale del governo di Miguel Díaz-Canel, secondo il quale i 10 occupanti dell'imbarcazione proveniente dagli Stati Uniti, intercettata nelle acque territoriali cubane, erano cubani residenti negli Usa infiltratisi "con fini terroristici".

"Non conosciamo molti dettagli, certamente è una situazione che stiamo monitorando, speriamo non sia così grave come temiamo", ha affermato il vicepresidente J.D. Vance, primo funzionario della Casa Bianca a esprimersi sulla vicenda. La gravità che riveste l'episodio per gli Usa è stata sottolineata anche dal segretario di Stato, Marco Rubio. "Washington reagirà di conseguenza una volta accertati i fatti", ha detto Rubio, anche lui statunitense di origini cubane.

E l'accertamento dei fatti potrebbe arrivare dalle indagini aperte d'ufficio dal procuratore generale dello Stato della Florida, James Uthmeier. "Ho incaricato l'Ufficio della Procura Statale di collaborare con i nostri partner federali, statali e delle forze dell'ordine per avviare un'indagine", ha dichiarato Uthmeier in un post sui social media chiarendo che non si limiterà ad accogliere la versione ufficiale de L'Avana. "Non ci si può fidare del governo cubano - ha detto - faremo tutto il possibile per assicurare questi comunisti alle loro responsabilità", ha aggiunto.