La nuova interfaccia Bci messa a punto dalla startup Motif Neurotech di Houston mira a combattere la depressione resistente ai farmaci con un sistema di elettrostimolazione mini-invasiva

Mentre Neuralink di Elon Musk o Stentrode sono focalizzate sul recupero delle funzioni primarie negli individui paralizzati, l’intento di Motif Neurotech (startup fondata a Houston nel 2022) è ben diverso: la sperimentazione della sua interfaccia cervello-computer (Bci, in acronimo), grande quanto un mirtillo, è stata recentemente approvata dalla Food & Drug Administration (l’ente regolatorio statunitense) per curare la depressione resistente ai farmaci attraverso un particolare sistema di elettrostimolazione.

Secondo uno studio del 2021, tra i 9 milioni di pazienti con depressione maggiore negli Stati Uniti, infatti, quasi il 30% mostrava una condizione severa, i cui sintomi non miglioravano nemmeno con l’associazione di due (o più) farmaci, come gli inibitori selettivi della serotonina e gli antidepressivi triciclici.

Una modalità d'approccio non del tutto nuova nel mondo della medicina, a ben vedere, e che trova persino dei precedenti recenti: dal 2008 la stimolazione magnetica transcranica viene utilizzata come possibile alternativa terapeutica in caso di depressione resistente ai farmaci, con le prime sperimentazioni sulla terapia elettroconvulsivante (comunemente nota come «elettroshock», ben più invasiva e con un rischio considerevole di effetti collaterali) che risalgono persino agli anni ‘30 del secolo scorso. Si tratta però di trattamenti che, per quanto efficaci, necessitano di cinque sedute a settimana, per un periodo complessivo di oltre un mese e mezzo.