Nell'ordinanza di convalida del fermo emessa nei confronti di Cosimo Colucci, il giudice ha definito "particolarmente allarmante" l'atteggiamento emerso dall'analisi dei filmati agli atti
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Chi ha ucciso Bakari Sako a Taranto lo ha fatto con una “sensazione di impunità”. Ad affermarlo è il gip di Taranto Gabriele Antonaci nell’ordinanza di convalida del fermo emessa nei confronti del 22enne Cosimo Colucci, indagato per concorso in omicidio con il 20enne Fabio Sale e quatto minorenni tra i 15 e i 16 anni.
Le parole del gip
"Particolarmente allarmante è che, dall'analisi dei filmati in atti, traspare limpidamente la sensazione di impunità con la quale il branco ha agito – scrive il gip -, essi, infatti, hanno pestato un soggetto sconosciuto in pieno centro città, quasi in orario diurno, non preoccupandosi minimamente di essere visti da testimoni oculari o di essere immortalati dalle telecamere di videosorveglianza”. Gli aggressori, prosegue il gip, “non si sono minimamente premurati, ad esempio, di occultare il proprio viso, tramite cappucci o caschi, mostrandosi liberamente mentre ponevano in essere una condotta gravemente sprezzante della vita altrui".










