Tra gli alberi del bosco, con una cappella abbandonata a fare da sfondo e dodici ore di musica elettronica immerse nel verde. È da qui che nasce “Materia Festival – The Mycelium Forest”, il nuovo progetto ideato da due giovani organizzatori fiorentini, Lorenzo Baldacci e Riccardo Di Massa, che il prossimo 2 giugno porterà a Scandicci un evento pensato per raccontare un’altra faccia della città: quella notturna, indipendente e costruita dal basso.La location scelta è la Cappella della Madonna della Rosa, piccolo edificio immerso nella collina scandiccese, da anni in stato di abbandono. Un luogo che ha colpito subito gli ideatori del festival e che, proprio per questo, è diventato il cuore simbolico dell’intero progetto.“Passando di lì ci siamo informati perché è un posto che colpisce subito - raccontano -. Questa chiesetta nel bosco è curiosa, particolare, estremamente affascinante. Da lì è nato tutto il concept del festival. Natura, musica e identità territoriale si sono intrecciate in modo spontaneo”.Ma Materia non vuole essere soltanto un evento musicale. Dietro c’è l’idea di costruire una comunità legata alla scena elettronica fiorentina, partendo proprio dal territorio. “Negli anni abbiamo frequentato molti festival in Europa e fuori dall’Europa - spiegano Lorenzo e Riccardo - e ci siamo resi conto che a Firenze mancava qualcosa di davvero territoriale. Esistono realtà più commerciali, ma noi volevamo creare qualcosa che si distaccasse da quella logica”.L’obiettivo, spiegano, è dare vita a un punto di riferimento stabile per una scena che esiste, ma che fatica ancora a trovare spazi e identità forti. “La comunità c’è - raccontano - lo vediamo dalle persone che ci seguono, dal riscontro sui social, dagli artisti locali che gravitano intorno a questo mondo. Il problema principale sono gli spazi. Firenze non ha i numeri delle grandi capitali europee e mantenere club o locali dedicati esclusivamente alla musica elettronica è molto difficile”.Per questo Materia nasce come appuntamento annuale open air, volutamente contenuto nelle dimensioni, con circa 400-500 partecipanti previsti e una lineup composta esclusivamente da artisti toscani. Una scelta precisa, che riflette anche la natura no profit dell’associazione culturale che organizza il festival.“Non ci interessa costruire un evento puramente commerciale - spiegano -. Vogliamo creare un’esperienza fatta di ascolto, ricerca e scoperta. Anche chi non conosce la musica elettronica deve potersi avvicinare a questo mondo senza sentirsi escluso”.La giornata si svilupperà dalle 12 a mezzanotte, con un percorso sonoro pensato per accompagnare gradualmente il pubblico: dalle sonorità più sperimentali del pomeriggio fino ai set più intensi della notte. Attorno alla musica prenderà forma anche un vero e proprio allestimento immersivo. L’interno della cappella non verrà utilizzato, ma tutto lo spazio esterno sarà trasformato per l’occasione.“Gli alberi del bosco verranno illuminati seguendo il ritmo della musica e sulla facciata della cappella proietteremo visual creati appositamente per l’evento”. Anche la parte creativa è stata affidata a professionisti del territorio: un light designer toscano curerà l’illuminazione, mentre i mapping video saranno realizzati da un visual artist livornese.Il nome stesso del festival, “The Mycelium Forest”, richiama il sistema sotterraneo delle reti micorrizali attraverso cui gli alberi comunicano tra loro. Un’immagine che per gli organizzatori rappresenta perfettamente l’idea di comunità che vogliono costruire.“Storicamente la musica elettronica ha sempre avuto una forte funzione aggregativa - spiegano -. Basta guardare ai movimenti nati tra Berlino e le grandi città europee tra gli anni Ottanta e Novanta. La techno è sempre stata un simbolo di libertà e condivisione”.Ed è proprio questo, forse, il cuore più autentico di Materia: non soltanto un festival, ma il tentativo di creare uno spazio diverso per una generazione che cerca nuovi modi di stare insieme. “Quello che speriamo - concludono - è vedere persone unite dalla voglia di condividere una giornata immersa nella natura, lontano dal caos della città. Il sogno è far crescere Materia negli anni e costruire qualcosa di solido, capace di stare a metà strada tra il club tradizionale e i grandi festival internazionali”.