«Se vi portate dietro i coltelli quando uscite, scusate se uso questo termine, siete proprio dei lunedì!». Mentre i rappresentanti dell’opposizione a Palazzo Carafa incontrano cittadini e genitori dei minorenni aggrediti di fronte al Teatro Apollo, gli altri ragazzi provano a trascorrere un sabato normale, tranquillo, in piazza Libertini. Ma qualcosa si è rotto, come ha detto Francesco, 16 anni: «Io se vedo uno armato sarei tentato di difendere chi viene aggredito, ma se succedesse a me sinceramente non saprei che fare. Di certo non provocherei ulteriormente, come mi è stato insegnato. Per fortuna non mi è mai capitato nulla». Meno fortunato Andrea, 12 anni: «Io ho paura, sono stato minacciato e penso che non sempre si risolve qualcosa andando a parlare con chi di dovere. Facciamo rete tra di noi, non ho altro risposte».
Nella piazzetta del Teatro Apollo, il confronto pubblico dopo la serie di episodi che hanno acceso l’attenzione in città e che, secondo i partecipanti, richiedono un intervento condiviso tra istituzioni, scuola e famiglie è promosso dal Pd, Lecce città pubblica, Avanti Lecce, Coscienza civica, Noi per Lecce, Sveglia, Movimento 5 stelle e Alleanza verdi sinistra.
Marco De Matteis, consigliere di Lcp, ha parlato della necessità di non escludere i giovani dal discorso pubblico: «Abbiamo bisogno della loro energia, della loro creatività, della loro voglia di vivere e non della loro violenza». Secondo De Matteis, il disagio espresso dai ragazzi rappresenta «un grido d’aiuto» che gli adulti e le istituzioni sono chiamati ad ascoltare. Nel corso del confronto è tornato più volte il tema della prevenzione. «C’è bisogno di un patto sociale», hanno detto unanimemente i genitori di alcuni dei ragazzi aggrediti, presenti in modo informale per rilanciare l’idea di un corteo per non lasciare solo né indietro nessuno. «Dopo giorni di angoscia i nostri ragazzi provano per la prima volta stasera a godersi un momento di serenità. Siamo dovuti ricorrere al sostegno psicologico, non vogliamo esporre altro perché ci sono indagini in corso, ma ribadiamo la necessità di ritrovare coesione sociale e soprattutto serenità».








