“La televisione? Quella di adesso è tutta morbosità e pacchi. Io, per esempio, cambio proprio canale quando parlano di Garlasco” giura Fiorello. “Il morboso non è solo nei programmi di crime ma viene spalmato anche nei programmi di intrattenimento, a tutte le ore, anche nella mezza mattinata. Fortuna che c'è spesso qualche bello scandaletto sessuale nel governo...” Il de profundis comico di una televisione che non c’è più va in scena con il tono lieve dell’ironia di Fiorello e lo sguardo più malinconico del critico televisivo Aldo Grasso sul palco dell’Auditorium del Lingotto di fronte al pubblico del Salone del libro. “Rimane il duopolio tra Rai e Mediaset, anche se il pubblico è molto più frammentato e la Rai sarebbe il servizio pubblico” ammette con rimpianto Grasso. “Ma dai? E chi glielo va a dire? Sono almeno vent’anni che ci stanno proponendo gli stessi programmi – replica Fiorello -. Posso preannunciarvi già da ora che l’anno televisivo comincerà con Ballando con le stelle, poi ci sarà Amici di Maria De Filippi, C’è posta per te, Tale e quale, che indovinate? E' sempre tale e quale. Tutti gli anni la stessa programmazione da vent’anni. E poi c’è Sanremo, il solo rito televisivo rimasto in vita”.