Rosario Fiorello trasforma l'incontro con il critico televisivo Aldo Grasso al Salone Internazionale del Libro di Torino in uno dei suoi spettacoli improvvisati, tra memoria televisiva, satira e gag. Bersaglio affettuoso delle sue battute anche l'interprete della lingua dei segni, coinvolta più volte nel ritmo incontenibile del racconto: Fiorello la osserva mentre traduce gesti ed espressioni e scherza sul fatto che, a tratti, sembri "più energica di lui", trasformando anche la traduzione in parte dello show. "Sembra Sal Da Vinci. A proposito, i gesti che lui fa corrispondono davvero alle parole della canzone 'Per sempre sì?' Sono giusti?" scherza il popolare showman che ha portato in platea la mamma, la moglie Susanna e la figlia più piccola Angelica. "Purtroppo all'Eurovision Sal da Vinci non ce l'ha fatta. Noi gli siamo vicini, è una bella persona, abbiamo avuto modo di conoscerlo. Facciamogli un grande applauso" dice Fiorello coinvolgendo il pubblico che riempie l'Auditorium del Lingotto. E rivolge un appello - qualcuno, in realtà, lo interpreta come uno spoiler - ad Amadeus, con il quale ha condiviso la conduzione di un festival di Sanremo da record: "sarebbe il caso che tornasse a casa. Non se la passa bene, dai Ama torna in Rai". Grasso accompagna Fiorello in una viaggio nella tv della sua infanzia: "allora la scelta era tra Rai 1 e Rai 2, non c'era neppure il telecomando. Io usavo mio fratello Beppe per cambiare canale". Il ricordo dei grandi varietà del sabato sera, "curatissimi, fatti da professionisti veri". Ma dietro la comicità affiora anche una riflessione nostalgica: la televisione, dice Fiorello, un tempo era "il luogo della sorpresa", mentre oggi vive soprattutto di frammenti social ("mia figlia vede le clip dei miei programmi su Instagram o TikTok") e format che si ripetono identici ogni stagione da anni. "E' solo una questione di numeri, sia a livello economico sia di ascolti. Eppure la Rai sarebbe un servizio pubblico. Manca la seconda serata, se in passato non ci fosse stata non avremmo avuto i grandi spettacoli di Arbore o Chiambretti". Fiorello alterna ironia e malinconia senza perdere il ritmo della battuta: dai cinghiali che se si candidassero a Roma prenderebbero il 3% alle frecciate sui talk crime, fino all'autoironia sull'età ("ne ho appena compito 66, fra quattro anni ne farò 70 ed entrerò al Salone del Libro con il girello"). "Troppo spazio agli omicidi oggi. Io quando sento parlare di Garlasco cambio canale. Davvero un'esagerazione, oggi i crime viene spalmato su tutti i programmai televisivi", osserva Fiorello. "Se non ci fosse qualche scandaletto sessuale del governo che ci sta dando tanta soddisfazione. A proposito, sono preoccupato perché da 48 ore nessun ministro tradisce. Che è successo ai ministri?" spiega. E prosegue: "Al maschio a una certa età chissà cosa gli capita. Questi ministri di adesso in gioventù non esercitavano, ora si trovano in una posizione di potere e quindi qualcosa capita. Non è che prima fossero dei santi, ma non c'erano le microspie, i 'dagospie', oggi ci sono telecamere ovunque".