Il vero impatto dell’AI non è solo tecnologico ma sistemico: sta emergendo un’economia parallela fondata sul calcolo, sulla domanda generata dalle macchine e sulla corsa alle infrastrutture. Una trasformazione che ridefinisce mercati, potere e valore nell’economia globale. La riflessione di Francesco De Leo Kaufmann, economista e dirigente d’azienda

Per gran parte della storia economica moderna, il presupposto fondamentale alla base dei mercati, delle politiche e delle analisi, era la coerenza. L’economia poteva espandersi o contrarsi; poteva subire shock, cicli o crisi. Ma rimaneva, fondamentalmente, un unico sistema: collegato da vincoli condivisi, governato da segnali comuni e sensibile a un insieme unificato di strumenti politici.

Quel presupposto non è più valido.

La caratteristica distintiva del momento attuale non è semplicemente il cambiamento tecnologico, né una transizione macroeconomica convenzionale. È qualcosa di più strutturale e più destabilizzante: l’economia globale sta iniziando a dividersi in due sistemi distinti. Questi sistemi non solo si stanno evolvendo a velocità diverse; sono governati da vincoli diversi, guidati da forme diverse di domanda e competono sempre più per le stesse risorse limitate.