Tra le gastronomie storiche più antiche e riconoscibili di Firenze c’è anche Pegna, insegna nata nel 1860 e da sempre legata alla memoria gastronomica della città. Dopo oltre un secolo sotto la stessa famiglia, oggi il negozio vive una nuova fase grazie a Chiara Posadino e Giò Giacobbe, coppia arrivata dal mondo della moda e della sostenibilità che ha deciso di raccogliere l’eredità di uno dei luoghi più simbolici del commercio alimentare fiorentino. “Ci siamo detti: buttiamoci nel food, che è la passione che ci accomuna da sempre”, racconta Posadino. Oggi Pegna, in Via dello Studio 26R, continua a essere il posto “dove si andava con i nonni”, ma con uno sguardo nuovo capace di parlare anche a una clientela internazionale sempre più ampia.La storia di Pegna a FirenzeLa storia di Pegna parte nell’Ottocento. La famiglia fondatrice, di origine toscana e proprietaria di numerosi immobili in città, aprì l’attività partendo da tutt’altro settore: il capostipite era infatti un chimico, e ancora oggi sull’edificio campeggia una storica insegna che richiama un’antica “industria chimica”. Col tempo però l’attività cambiò direzione fino a trasformarsi in una gastronomia d’eccellenza nel cuore di Firenze, diventando negli anni un riferimento assoluto per i fiorentini alla ricerca di prodotti italiani selezionati. “È uno di quei posti che hanno un valore quasi affettivo per la città”, spiega Posadino. Quando l’ultima erede della famiglia ha deciso di dedicarsi ad altro e non proseguire direttamente la gestione, la coppia ha colto l’occasione. “L’abbiamo presa nel luglio 2025 con enorme umiltà, perché ci siamo trovati davanti a una realtà storica che stava ancora in piedi da sola, senza sito internet e senza social, solo grazie alla sua reputazione”.La nuova fase di PegnaPrima di arrivare da Pegna, Posadino e Giacobbe avevano costruito carriere molto lontane dal mondo gastronomico. Lei ha lavorato per oltre 25 anni nella moda, collaborando con grandi brand e successivamente con una importante azienda inglese di outlet. Lui invece sviluppando materiali sostenibili e consulenze per grandi marchi internazionali. “Abbiamo sempre avuto una passione folle per il cibo e il vino”, racconta. L’incontro con Pegna è arrivato quasi casualmente, attraverso persone che facevano da intermediari con la proprietà storica. Da lì la scelta di cambiare vita e investire in una gastronomia che sentivano già parte della città. “Non volevamo stravolgerla, ma accompagnarla in una nuova fase mantenendone l’anima”.Portare la storicità nel mondo di oggiIl primo intervento della nuova gestione è stato sulla selezione dei prodotti. “Abbiamo eliminato tutto ciò che si poteva trovare nella grande distribuzione e messo ancora più attenzione sulle eccellenze territoriali italiane e sui piccoli produttori”. Parallelamente sono arrivati anche strumenti che Pegna non aveva mai avuto: sito internet, social, spedizioni e delivery all’estero. Una trasformazione che ha ampliato enormemente il pubblico senza rompere il legame con la clientela storica. “Abbiamo mantenuto tutto lo staff originario”, sottolinea Posadino. Oggi circa il 60% dei clienti arriva dall’estero, e le richieste partono ormai da ogni parte del mondo. “Ci scrivono dal Brasile coppie che si sposano in Toscana e vogliono ricevere prodotti Pegna, oppure clienti di New York che desiderano spedizioni dedicate”.Nel frattempo il negozio — oltre 400 metri quadrati con soffitti a volta, pavimenti in cotto, colonne storiche e arredi originali in radica — è stato parzialmente riqualificato con nuovi banchi frigo, spazi dedicati alla pasta fresca e alla pasticceria, mantenendo però intatta l’atmosfera dell’Italia di una volta. “Entrare qui deve continuare a dare quella sensazione”.Cosa si trova da Gastronomia Pegna a FirenzeOggi Pegna è una grande mappa delle eccellenze gastronomiche italiane. Ogni giorno arriva pasta fresca prodotta da un laboratorio vicino Firenze, con ravioli e specialità preparate quotidianamente. Accanto ci sono torte fresche, dolci e un banco gastronomia che unisce la storica selezione di formaggi italiani, francesi e inglesi a nuovi piccoli produttori scelti dalla coppia. La cantina è uno dei punti forti: non soltanto grandi nomi toscani ma anche etichette di nicchia provenienti da molte regioni italiane e dalla Francia.Sugli scaffali trovano spazio paste artigianali di Gragnano, pasta Tirrena di Frescobaldi, conserve, tartufi, sughi, oli extravergine soprattutto toscani ma non solo, insieme a biscotti, crostini, lingue di gatto, baci di dama, taralli e prodotti a marchio Pegna realizzati da piccoli laboratori locali. Persino la sezione dedicata alla cura del corpo segue la stessa filosofia, con prodotti di nicchia per capelli, pelle e benessere quotidiano. E il progetto guarda già avanti. “L’obiettivo è continuare a far crescere Pegna, ma anche salvare altre botteghe storiche italiane senza cambiarne identità, facendole semplicemente rivivere”.