Malè: "Oltre i limiti consentiti, sospesa la licenza della nave". I legali della società: "Non lo sapevamo, non l'avremmo permesso. A bordo dotazione standard"
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Il tour operator non sapeva nulla dell'immersione. L'Università di Genova aveva autorizzato attività di ricerca solo in superficie e la dotazione di bordo fornita dall'armatore era standard. I cinque, dal canto loro, hanno superato il limite dei 30 metri di profondità consentiti alle Maldive per immersioni ricreative. Fanno eccezione spedizioni scientifiche e tecniche autorizzate dall'autorità marittima. Mentre si attendono i risultati dell'autopsia sul corpo di Gianluca Benedetti, l'unico recuperato finora, è iniziato lo scaricabarile fra i presunti responsabili della tragedia. Il tour operator verbanese, Albatros Top Boat, prende le distanze dalla missione subacquea che ha infranto i limiti di legge. Secondo il legale dell'agenzia turistica, Orietta Stella, l'immersione a quella profondità non era prevista, tantomeno era stata chiesta un'autorizzazione da parte loro. "Non c'era nulla - spiega - che facesse pensare a immersioni a 50-60 metri o a una penetrazione in grotta". Insomma, l'organizzatore della crociera non sapeva nulla e se avesse saputo non avrebbe permesso di scendere a quella profondità.Il ministero del Turismo maldiviano, però, sottolinea che il mantenimento della sicurezza nel settore turistico è responsabilità di tutti gli operatori e sollecita il pieno rispetto delle normative. L'ateneo genovese ribadisce che "solo la professoressa Montefalcone e la dottoressa Muriel Oddenino avevano l'incarico di uno studio alle Maldive sull'ambiente marino e che l'esplorazione della grotta in profondità è stata svolta a titolo personale". Eppure dei campionamenti sottomarini, con tanto di riprese video, la Montefalcone li aveva già fatti, registrati sul pc e trasmessi in facoltà. Possibile che nessuno se ne fosse accorto? L'armatore e i suoi dipendenti spiegano che la dotazione sull'imbarcazione era quella per normali escursioni in acqua alla profondità consentita. I cinque avrebbero fatto tutto di testa loro? Benedetti, punto di raccordo fra il tour operator e l'armatore, era assunto da una terza società, maldiviana, come il resto dell'equipaggio del Duke of York la cui licenza era stata già sospesa nel 2010.Due i fascicoli d'indagine aperti, uno da parte della Procura maldiviana, l'altro da quella romana, per incidente colposo. Si attendono i risultati delle analisi sull'attrezzatura trovata addosso a Benedetti. In particolare sull'erogatore, sulla bombola e sulla strumentazione da polso, il computer subacqueo. Di certo i cinque non hanno avuto problemi legati alla decompressione perché non hanno nemmeno iniziato la risalita in superficie. Benedetti è stato trovato con la bombola vuota all'interno della grotta. Una caverna che si apre a 50 metri di profondità, scende fino a 60 metri nei suoi 80 metri di lunghezza disseminata di cunicoli e anfratti. Nonostante i cinque avessero steso un cordino di sicurezza, si sarebbero persi. Gli inquirenti dovranno anche stabilire l'esatta composizione e quantità della miscela di gas nelle bombole, presunta responsabile di un'eventuale iperossia, anche se il rinvenimento di Benedetti nella grotta fa ipotizzare altro. Ovvero che, non trovando l'uscita, la miscela ossigeno/azoto sarebbe terminata prima che i cinque potessero iniziare la fase di risalita.











