CERNOBBIO – «Il piacere di guidare per me non ha a che fare con la velocità, ma con il viaggio, con il tempo, con la libertà». È da questa idea di movimento e responsabilità che parte il racconto di Pierfrancesco Favino, oggi volto di Bmw per i progetti legati alla mobilità elettrica, alla sostenibilità e alla cultura. Un percorso che negli ultimi anni ha portato l’attore romano – probabilmente il più importante interprete italiano contemporaneo – a legare la propria immagine non soltanto alle campagne della casa bavarese, ma anche a iniziative culturali come il Concorso d’Eleganza Villa d’Este e al Teatro alla Scala. In questa conversazione Favino parla del suo rapporto con l’automobile, dell’elettrico, della guida autonoma e del legame quasi cinematografico tra viaggio e libertà.

Prima di diventare testimonial Bmw che rapporto aveva con l’automobile?

«Sono sempre stato amante del viaggio. Per la mia generazione prendere la patente significava autonomia, libertà, la possibilità di andare oltre i confini del proprio mondo. Ricordo ancora la sensazione di dire agli amici: “Adesso possiamo andare”. Per me l’automobile è sempre stata questo. Anche quando facevo tournée teatrali: partivo con la macchina, il cane accanto e una sensazione bellissima di libertà. Ancora oggi il piacere della guida è legato al viaggio, al percorso, perfino al perdersi un po’».