CERNOBBIO – C’è un momento del mattino presto, quando cammini nel giardino di FuoriConcorso sul Lago di Como e il sole brilla sulla curva perfetta di una carrozzeria in alluminio, in cui tutto sembra avere senso: quello è il momento preferito di Guglielmo Miani, fondatore e artefice della magia nata con questo evento, dove la velocità smette di essere solo un numero per diventare cultura automobilistica, visione, arte. In un mondo in cui la musica si acquista in digitale e i vinili sono plastiche da museo, il rischio per le automobili è che diventino un mero mezzo di trasporto, prima o poi: l’esorcismo di questa paura oggi non ha un battaglione organizzato, ha però dei mecenati che senza parlarsi tra loro, provano a combattere, con raffiche di petrodollari, per tramandare alle generazioni contemporanee la passione per le automobili – che non significa sapere quanti pistoni ha una macchina, ma quale è stato il passaggio che l’ ha resa reale, che l’ ha trasformata da un’idea a una forma, che le ha donato quel suono del motore con un’impedenza che si attacca forte al cuore e te lo strappa via quando l’accendi, che l’ha resa unica nell’immaginario di persone come Horacio Pagani, anche lui domenica sul prato come tutti gli altri a fare foto con il cellulare alle vetture esposte.
FuoriConcorso Velocissimo, tra bolidi e feste: l’evento che esalta le auto da corsa fa il pienone
Il fondatore Miani: “Non contano solo le quantità delle vetture presenti, ma le loro storie”






