Ma la Spagna è davvero questo Paese così miracoloso dal punto di vista economico quale è stato descritto in questi ultimi giorni da vari analisti e commentatori italiani? Un Paese al cui confronto la nostra nazione apparirebbe modesta per crescita e situazione sociale? Non è affatto così e lo dimostreremo basandoci su una serie di numerosi indicatori (si veda la tabella) che contrapporremo alle poche statistiche che, secondo alcuni, sarebbero la "prova schiacciante" della presunta superiorità di Madrid su Roma. Ci chiediamo, peraltro, perché l'Italia sia il Paese in cui gli intellettuali e i media si incaponiscono forse di più al mondo nell'invidiare o esaltare le altre nazioni, specie in campo economico, senza apprezzare ciò che di buono abbiamo dentro le mura di casa.

Sia chiaro. Noi ammiriamo molto la Spagna, vuoi per storia, cultura e vicinanza nel Mediterraneo, vuoi per una certa similitudine dei nostri rispettivi sistemi produttivi, a cominciare da agricoltura e turismo. Poi invidiamo alla Spagna una più efficiente pubblica amministrazione e un sistema energetico che, oltre ad aver puntato sulle rinnovabili, non ha rinunciato politicamente al nucleare, diversamente da noi. Ma, per il resto, ridurre la presunta superiorità della Spagna sull'Italia, come fanno alcuni, ad una maggiore crescita del PIL totale negli ultimi 2-3 anni, a un migliore recupero del potere d'acquisto dei salari dopo l'inflazione post-guerra russo-ucraina e a pochi altri elementi, ci sembra una operazione piuttosto scorretta e fuorviante, che non aiuta di certo gli italiani a capire il loro Paese e che, nello stesso tempo, offre ai media stranieri una immagine dell'Italia non rispondente al vero.Crescita del pil totale e del pil pro capite Fondamentalmente, la recente più forte crescita del PIL totale iberico rispetto a quello italiano è stata soprattutto dovuta ad un abnorme incremento della popolazione della Spagna, che, secondo i dati Eurostat di contabilità nazionale, nell'ultimo decennio, dal 2016 al 2025 è aumentata di 2,9 milioni di abitanti (cioè 2,9 milioni di consumatori in più; cosa non da poco, sapendo che i consumi, nei Paesi avanzati, valgono a formare circa il 60% dei loro PIL). Questo fattore demografico è stato il principale motore del PIL totale spagnolo. In particolare, la popolazione iberica è cresciuta soprattutto negli ultimi sei anni (con il supporto di forti correnti di immigrazione), cioè dal 2020 al 2025, con un balzo di 2,2 milioni di abitanti. Un fenomeno analogo ha interessato il Canada e il Regno Unito, due nazioni in cui la popolazione, sempre dal 2020 al 2025, è cresciuta perfino di più del PIL (Canada) o come il PIL (Regno Unito), col risultato che il livello del PIL per abitante, che è poi l'indicatore di sviluppo economico più importante da considerare quando si fanno comparazioni, in tali due Paesi è ancora fermo ai livelli pre-Covid.Dal 2020 al 2025 il PIL totale della Spagna è aumentato del 10,2%, mentre il PIL totale dell'Italia, che nel frattempo ha perso circa 782 mila abitanti (e quindi altrettanti consumatori), è riuscito a crescere lo stesso del 6,4%: un risultato rimarchevole, superiore a quelli di Francia, Regno Unito, Giappone e Germania. Non solo. Se eliminiamo l'impatto della crescita demografica, dal 2020 al 2025 il PIL pro capite dell'Italia è cresciuto di più di quello della Spagna: +7,8% contro +5,2%: un risultato che vede il nostro Paese secondo solo agli Stati Uniti nel G7. Anche i consumi pro capite delle famiglie, nello stesso periodo, sono aumentati di più in Italia che in Spagna. Così come gli investimenti fissi lordi. Mentre in base alle previsioni del Fondo Monetario Internazionale, dal 2020 fino a tutto il 2031 l'Italia, nonostante la recente accelerazione di Madrid, resterà davanti alla Spagna per crescita cumulata del PIL per abitante: +13,5% contro +10,9%.Livelli di benessere, indicatori sociali e di povertà L'Italia, rispetto alla Spagna, può vantare un PIL per abitante in parità di potere d'acquisto più alto: 39.900 euro circa contro 38.200 (dati 2025). Rispetto a dieci anni fa (2015), il divario tra noi e gli spagnoli è cresciuto di oltre 200 euro a nostro favore. Il nostro Paese, inoltre, si caratterizza per una ricchezza finanziaria netta delle famiglie nettamente più alta di quella della Spagna, sia in valore assoluto sia in rapporto al PIL e presenta debiti più bassi sia delle famiglie sia delle imprese. Noi italiani abbiamo un tasso di occupazione un po' più basso di quello spagnolo ma possiamo vantare un tasso di disoccupazione (5,2% a marzo 2026) che è la metà esatta (10,3%) di quello della Spagna, i cui dati sul lavoro, per di più, non sono del tutto luccicanti a causa del fenomeno degli occupati "fissi-discontinui" che vengono catalogati come occupati anche quando non lavorano. Inoltre, l'Italia presenta indici di povertà ed esclusione sociale di gran lunga migliori di quelli del Paese iberico, anche in termini di riduzione del disagio sociale negli ultimi dieci anni.Settori produttivi, bilancia commerciale, posizione netta sull'estero, produttività In quest'area di indicatori economici non c'è decisamente partita tra Italia e Spagna. Il nostro Paese vanta la prima agricoltura d'Europa per valore aggiunto (la Spagna è seconda), Inoltre, siamo la seconda realtà manifatturiera d'Europa dopo la Germania (la Spagna è quarta ed è la metà di noi). La Spagna ci precede per numero di pernottamenti di turisti stranieri (grazie anche a Canarie e Baleari) ma le nostre presenze straniere sono cresciute il doppio di quelle della Spagna dal 2019 al 2025. Escludendo i Paesi di prevalente transito (Hong Kong, Paesi Bassi e Belgio), l'Italia nel 2025 è stata il quinto esportatore mondiale (il quarto negli ultimi due trimestri dello scorso anno), mentre la Spagna è solo il sedicesimo esportatore. L'Italia ha una migliore bilancia commerciale della Spagna sia come totale sia escludendo l'energia (noi siamo in entrambi i casi in surplus, la Spagna in deficit). L'Italia è il primo esportatore mondiale di 218 prodotti della classificazione HS6, la Spagna soltanto di 109 (la metà). A livello di posizione finanziaria sull'estero, l'Italia è un creditore netto verso il mondo per 348 miliardi di euro, la Spagna invece è un Paese debitore per 755 miliardi.Per quanto riguarda la produttività, l'Italia è uno dei Paesi al mondo con il più alto PIL per occupato a parità di potere d'acquisto e nel 2024, secondo la Banca Mondiale, dava alla Spagna un distacco di oltre 20 mila dollari costanti 2021. Nel settore manifatturiero la produttività dell'Italia è molto superiore a quella della Spagna sia come totale delle imprese sia in tutte le diverse categorie di impresa per classi di addetti (piccole, medie e grandi).Conti pubblici Benchè l'Italia venga sempre additata per il suo alto rapporto debito pubblico/PIL (137,1% nel 2025), pochi sanno che ben 19,8 punti percentuali di PIL di tale debito sono "autofinanziati" direttamente da famiglie e imprese italiane, caso unico in Europa (in Spagna tale cifra è soltanto l'1,7%). Inoltre, solo 47,1 punti percentuali di debito/PIL italiano sono detenuti da investitori non residenti (in Spagna 49,3 punti, in Francia addirittura 62,8 punti). Dunque, al di là del livello assoluto, l'Italia ha un debito/PIL "di qualità", sotto il profilo della sua allocazione, cioè un debito alto a livello di settori detentori stabili e domestici (famiglie e imprese), mentre lo ha basso nella categoria detentrice col profilo di più alto rischio (investitori esteri). Il debito pubblico italiano detenuto da stranieri è solo il 34,3% del totale e ha ancora spazio per crescere man mano che sul nostro Paese torna la fiducia dei mercati. Italia e Spagna sono, tra più grandi Paesi avanzati, i due che hanno meno accresciuto i loro debiti/PIL dal 2019-2025, cioè nel periodo della pandemia e successivo: +3 punti percentuali la Spagna, +3,2 punti l'Italia. Ma l'Italia, al netto della spesa per interessi, ha aumentato il suo debito in tale periodo di "soli" 228 miliardi di euro, contro i +276 miliardi della Spagna (la Francia addirittura +755!). La Spagna ha un deficit pubblico leggermente inferiore a quello dell'Italia ma l'Italia ha un surplus statale primario pari allo 0,8% del PIL mentre la Spagna è appena in pareggio.