C’è un momento preciso in cui la realtà bussa alla porta dei grandi sogni industriali, e per Honda quel momento ha la forma di un bilancio colorato di rosso sangue. Per la prima volta dal 1957, la Casa di Tokyo ha registrato un risultato finanziario negativo, un evento storico che ha costretto il CEO Toshihiro Mibe a una manovra tanto drastica quanto inaspettata: un deciso e clamoroso passo indietro nella strategia di elettrificazione totale.
Il risveglio dal sogno
Solo pochi anni fa, Honda sembrava voler correre più veloce di tutti verso un futuro a zero emissioni, puntando tutto sul 2040 come data di scadenza per i motori termici. Oggi, quella visione è stata ufficialmente bollata come “irrealistica” dallo stesso Mibe. La nuova tabella di marcia sposta l’orizzonte della gamma completamente elettrica di ben dieci anni, facendolo slittare al 2050.
Non si tratta di un semplice aggiustamento di rotta, ma di una vera e propria ristrutturazione del DNA del marchio per il prossimo decennio. Honda ha deciso di cancellare i modelli della “Generation 0” e di interrompere la prestigiosa collaborazione con Sony per lo sviluppo delle auto elettriche Afeela, rivedendo profondamente anche i piani per la produzione di batterie e veicoli EV in mercati chiave come la Cina e il Canada.











