Per la prima volta in 69 anni Honda Motor ha chiuso l’esercizio con una perdita operativa. Il colosso giapponese, secondo produttore di auto del Paese dopo Toyota, ha annunciato un rosso di 414,3 miliardi di yen (2,6 miliardi di dollari) interamente imputabile a massicce svalutazioni nel settore dei veicoli elettrici.
La causa scatenante è una profonda revisione della strategia EV sul mercato americano, fino a ieri considerato il pilastro della transizione green del gruppo.
Dal 1957 sempre in crescita
La notizia, diffusa oggi da Tokyo attraverso un comunicato ufficiale, arriva come un terremoto per un’azienda che dal 1957 – anno in cui iniziò a produrre automobili in serie – aveva sempre chiuso i conti operativi in attivo.
«Si tratta di una decisione dolorosa ma necessaria», hanno spiegato fonti interne all’azienda, «per allineare le nostre ambizioni elettriche alla realtà del mercato Usa, dove la domanda di veicoli a batteria sta crescendo più lentamente del previsto e la concorrenza cinese e americana è diventata ferocissima».







