La querelle Csm-Emiliano, con il bivio per il magistrato barese tra il ritorno in toga e la possibile consulenza nella Commissione d’inchiesta del Senato sul Lavoro, si arricchisce di una nuova appendice: i rilievi emersi nella riunione di giovedì della terza commissione, presieduta da Marcello Basilico, potrebbero essere sanati, consentendo all’organismo di valutare l’istanza, rivedendo l’iniziale orientamento negativo. La riunione in calendario lunedì a Palazzo Bachelet potrebbe dare già segnali concordanti.
Nel merito, dopo gli esiti negativi delle precedenti richieste avanzate dal presidente della giunta regionale Antonio Decaro, questa volta è stato il Senato a richiedere Emiliano come di avvalersi della sua consulenza giuridica sul fronte lavoro. Il percorso, dopo tante turbolenze precedenti, sembrava in discesa, ma l’istruttoria della pratica ha rilevato una serie di documenti mancanti da allegare. Dopo aver completato la richiesta con i verbali della commissione presieduta da Tino Magni, con l’accettazione del politico barese e il parere del ministro Carlo Nordio, è emersa l’impossibilità per il Csm di dare l’approvazione perché la commissione di Palazzo Madama prescelta aveva già un consulente-magistrato e non poteva duplicare la figura. Da qui l’indirizzo per una fumata nera.







