Nel pieno di una fase di crescente attenzione verso l'impatto energetico e ambientale dei datacenter dedicati all'intelligenza artificiale, un caso emerso nella contea di Fayette, in Georgia, sta alimentando nuove polemiche sul consumo di risorse da parte delle grandi infrastrutture digitali.

Secondo quanto riportato da Politico, il campus di datacenter sviluppato da QTS - società controllata dal gruppo Blackstone - avrebbe utilizzato circa 29 milioni di galloni d'acqua attraverso due connessioni non registrate presso le autorità locali. Il consumo sarebbe proseguito per diversi mesi prima di essere individuato, mentre la contea invitava i residenti a limitare l'irrigazione dei prati a causa della riduzione della pressione idrica.

Il progetto, noto internamente come "Project Excalibur", rappresenta uno dei più grandi complessi di datacenter in costruzione negli Stati Uniti. Il campus di Fayetteville comprende attualmente 13 edifici, con la possibilità di arrivare a 16 strutture a pieno regime. L'investimento previsto da QTS raggiungerebbe il miliardo di dollari.

L'azienda ha spiegato che l'acqua è stata impiegata principalmente durante le attività di costruzione temporanee, incluse la colata del cemento, controllo della polvere e preparazione del sito. QTS sostiene inoltre che, una volta completato il campus, i sistemi di raffreddamento utilizzeranno un'architettura "closed-loop", cioè un circuito chiuso che ricicla la stessa acqua senza richiedere continui prelievi dalla rete municipale. In condizioni operative normali, l'acqua verrebbe quindi usata soprattutto per servizi interni come bagni e cucine.