di
Alessandra Puato
L’insediamento di Kevin Warsh alla Fed, l’analisi del viaggio di Trump in Cina e 16 pagine sul mercato immobiliare, dai Laghi lombardi a Parigi passando per Trieste: L’Economia di lunedì
Un anno fa circa, al tempo dell’annuncio dei dazi americani, ci fu chi propose per l’Europa un’alleanza con la Cina, alternativa agli Usa. Fatto che, come si è visto, non poteva verificarsi, scrive Federico Rampini sull’Economia del Corriere della Sera, in edicola domani con il quotidiano: perché l’America era e resta il mercato di riferimento delle imprese europee mentre la Cina segue. Il rischio per l’Europa è di restare sola. L’argomento è attuale dopo la visita di Donald Trump a Xi Jinping. «Dopo l’annuncio dei dazi nel Liberation Day, aprile 2025 — scrive Rampini — era di moda in Europa teorizzare una grande alleanza tra Unione europea e Cina, per isolare l’America e castigare il suo presidente. Bruxelles e Pechino sarebbero diventati l’asse centrale di un nuovo ordine globale, gli Stati Uniti sarebbero stati penalizzati. Quel mito si è infranto al primo impatto col mondo reale. Nessuno può fare a meno dell’America. Tantomeno la Cina». La manifestazione di potenza degli Usa è stata del resto dimostrata dalla schiera di capitalisti e ceo che hanno seguito Trump a Pechino. E poiché Xi Jinping, più che il presidente Trump, valuta chi lo circonda, nota Rampini, questo può favorire una distensione nei rapporti commerciali fra i due giganti.











