«Il mondo è cambiato - spiega Luigi Federico Signorini - e temo che i dazi ormai rappresentino la nuova normalità».
«Un processo in atto da tempo a partire dal “primo” Trump - aggiunge Alessandro Fontana - che mette in discussione la possibilità per le aziende di produrre ovunque nel mondo».
Valutazioni, quelle dell’economista ed ex-direttore generale di Banca d’Italia e del direttore del centro studi di Confindustria, che danno il senso della pervasività dei cambiamenti in atto in termini di scambi commerciali, tema a cui è dedicato uno dei primi eventi del Festival dell’Economia di Trento: “I dazi di Trump, tanto rumore per nulla”.
Se è vero in effetti che in termini di export l’effetto diretto sui volumi di made in Italy verso gli Stati Uniti è stato in apparenza limitato, scomponendo il dato in termini settoriali il discorso cambia.
«Il 28% degli scambi con gli Usa - chiarisce Fontana - è legato ai farmaci, che sono cresciuti molto.






