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Ultimo aggiornamento: 7:15
di Gianluigi Perrone*
La prima cosa che ha fatto Trump una volta appreso di non aver vinto il tanto ambito Nobel per la Pace (a favore di una sua supporter, diciamolo) è dare addosso a Pechino, cancellando l’incontro con il Presidente Xi Jinping al prossimo APEC in Corea del Sud la settimana prossima. Una decisione che ha la gravità di una dichiarazione di guerra. In un momento così delicato per la questione mediorientale, Pechino ha voluto tirare fuori dal cappello la risposta cinese alla Trade War, propedeutica per Trump a isolare la Cina dal mercato globale. C’era da aspettarsi che Pechino utilizzasse la carta del monopolio delle terre rare (17 elementi primari più i magneti) come risposta. Non era una questione di “se” ma di “quando”.
In breve, la Cina rivendica il controllo commerciale non solo sulla esportazione degli elementi in sé ma anche sui prodotti che li contengono, ovvero tutto. Tutto ciò che è tecnologia. Questo vuol dire che se la Cina fa pressioni sul governo italiano per allontanarsi dalle proprie posizioni filo-americane, filo-israeliane, filo-ucraine o quel che è, le conseguenze di un rifiuto potrebbero essere il tagliarsi fuori dall’innovazione tecnologica per decenni, se non per sempre.








