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Ultimo aggiornamento: 8:04
Un incontro definito di “grande successo”, la prima stretta di mano dal 2019, la promessa di rincontrarsi e l’intesa commerciale. Quello però che Donald Trump ha annunciato come l’accordo con Pechino, in Cina viene visto come un passo di avvicinamento su alcuni punti molto precisi e concreti – dazi inclusi – e una fase di un lungo processo di dialogo, non una pacificazione. “In Cina si parla di ‘consensus’, gongshi, cioè di ‘comprensione condivisa’, che non significa decisione condivisa. In sostanza, una base di accordo per poi svilupparne uno accordo. È una parola più sfumata del deal americano, che invece abbiamo sentito molto spesso da Trump“. A parlare è Giada Messetti, sinologa e autrice del saggio “La Cina è un’aragosta. Come sta cambiando il Gigante Asiatico” (Mondadori). “Trump parla sempre di deal. Negli ultimi tre mesi sembra abbia fatto anche l’accordo su TikTok. In realtà ci sono molti fronti aperti, con punti poco chiari e molti nodi da sciogliere. E anche per questo è sempre importante aspettare le dichiarazioni cinesi per avere conferma di quanto dice la Casa Bianca. Anche perché i cinesi di solito dicono una parola in meno piuttosto che una parola in più, sono molto rigorosi sulle dichiarazioni ufficiali”.












