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La visita di Donald Trump a Pechino dal suo omologo cinese Xi Jinping sta facendo molto dibattere in queste ore. L'interrogativo è su quale postura vogliano e possano assumere gli Stati Uniti nei confronti del rivale storico che ambisce, entro il 2049, a raggiungere il primato mondiale. Se ne parlava anche a 4 di Sera, trasmissione di approfondimento in onda su Rete 4 condotta dal giornalista Paolo Del Debbio, dov'è intervenuto anche il direttore Alessandro Sallusti. "Io non sono mai stato un simpatizzante di Trump, però qui si è perso un po' il senso della misura. Si è confuso Trump con quello che rappresenta - ha detto - Trump a Pechino è stato accolto con tutti gli onori possibili e immaginabili. Uno dice che il motivo sia perché è il Presidente degli Stati Uniti, non è vero. Obama nel 2016 venne fatto scendere dall'aereo, dalla scaletta quasi di emergenza e non c'era il tappeto rosso e per le strade di Pechino non c'erano le folle osannanti quando passava il Presidente degli Stati Uniti".

Per Sallusti, quindi, l'accoglienza è dovuta alla postura che Trump ha adottato nei confronti dei suoi interlocutori, che gli ha conferito credibilità e quindi rispetto anche da parte degli avversari più difficili. Infatti "la Cina riconosce a Trump il ruolo di leader non solo dell'America ma dell'Occidente, che è un ruolo che non gli riconosciamo più".