Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, di ritorno dalla visita in Cina, ha condiviso sul proprio profilo Truth un articolo della Cnn che assegnava il punteggio di 9,99 su 10 al vertice, giudicato “un grande successo, ben coreografato, ma anche con molta spontaneità e tanto entusiasmo”. A ridimensionare l’entusiasmo della Casa Bianca è stata la scoperta che l’autore del commento era Victor Gao, l’ex interprete di inglese di Deng Xiaoping, leader cinese dal 1978 al 1992, attualmente professore all’Università di Soochow. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Surplace, equilibrio immobile in attesa dello scatto vincente. Apparentemente si è concluso così il vertice di Pechino fra Xi Jinping e Donald Trump, con la sostanziale differenza che rispetto agli evidenti sforzi di bilanciamento negoziale e mediatico del tycoon, sugli scenari dei mercati mondiali la Cina è già da anni in fuga solitaria e registra record di crescita economica in tutti i settori, mentre gli Stati Uniti avvertono i crescenti contraccolpi dei mercati provocati dalla guerra all’Iran.

Le immagini da Pechino parlavano da sole: il leader cinese sicuro e con lo sguardo strategico, Trump alla ricerca del rapporto personale e di complimenti. Le strette di mano fanno percepire un nuovo equilibrio mondiale, con la Cina più in alto.