A Pechino è in corso il vertice Cina-Usa della pace commerciale sospesa sulle guerre che sconvolgono Medio Oriente ed Europa. Il comunicato ufficiale dell’inizio dei colloqui parla di “scambio di opinioni su importanti questioni internazionali e regionali, come la situazione in Medio Oriente, la crisi ucraina e la Penisola coreana”, ma lo scenario è complesso e l’atteggiamento reciproco guardingo. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Il Xi Jinping sagace di sempre e il Donald Trump professionista dell’improvvisazione. L’imperscrutabile politico di lungo corso ed il tycoon dell’American dream of business. Due modi di essere faccia a faccia per la quinta volta.
Xi si è preparato meticolosamente e ha studiato i punti deboli dell’interlocutore. Ma Trump, subito spiazzato dall’accenno del leader cinese alla trappola di Tucidide, tanto da dare per un attimo l’impressione di pensare “Thucydides who?”, ha sfoggiato i 16 paperoni mondiali dell’economia digitale, aerospaziale e commerciale, da Elon Musk, a Tim Cook di Apple, da Jensen Huang di Nvidia, a Dina Powell McCormick di Meta, da Chuck Robbins di Cisco, a Kelly Ortberg di Boeing e David Solomon di Goldman Sachs, ai quali ha chiesto di affiancarlo nella visita a Pechino.











