14 maggio 2026
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Donald Trump ha sicuramente apprezzato il benvenuto in pompa magna fuori dalla Grande Sala del Popolo di Pechino, a pochi passi da Piazza Tiananmen. "Un onore come pochi altri che abbia mai visto prima", l'ha definito l'americano, subito dopo aver preso la parola all'inizio del bilaterale Cina-Usa. L'accoglienza per il presidente statunitense da parte di Xi Jinping è stata, a suo modo, unica, tra elaborate sfilate di soldati, giovani studenti che celebravano con bandierine l'arrivo del tycoon di New York, una salva di ventuno colpi e una banda che eseguiva le note dell'inno americano "The Star-Spangled Banner". Allo stesso tempo, è sembrato più l'incontro fra due vecchi amici che quello fra i leader dei Paesi più potenti del mondo, con tutte le loro divergenze e rivalità, in primis quelle commerciali. Iconica è stata la lunga stretta di mano fra i due all'inizio della giornata, con Trump - con la sua emblematica cravatta rossa - che ha persino dato una pacca sul braccio a Xi. Per il presidente cinese, la cerimonia è servita anche a mostrare al mondo il potere militare del suo Paese e a mandare un chiaro messaggio di forza, non solo diplomatica. Dopo il sontuoso benvenuto, il bilaterale è iniziato immediatamente. "La relazione più lunga tra i nostri Paesi che due presidenti abbiano mai avuto", l'ha definita Trump, alludendo al fatto che la sua amicizia con Xi vada avanti fin dal 2016. I leader si erano già incontrati in Corea del Sud lo scorso ottobre - dove avevano concordato di sospendere una logorante guerra commerciale - ma la posta in palio in questo vertice è apparsa fin da subito più alta. Vari i punti di contesa, partendo dal commercio, la guerra con l'Iran e la questione di Taiwan. L'incontro, la prima visita presidenziale statunitense in Cina in quasi un decennio, si è aperto nella Grande Sala del Popolo con le parole di Xi - seduto proprio di fronte a Trump - al centro di un lungo tavolo ovale, fiancheggiato da funzionari su entrambi i lati.










