A volte, non è necessario sventolare tutta la carriera in una sola per essere considerato una bandiera. Spesso, bastano l’esempio, i valori che hai lasciato e l’orgoglio con il quale hai onorato la maglia per essere ricordato per sempre: “Alla fine, alla Fiorentina giocato “solo” dal 1989/90 al 1995/95. Dico solo perché, fosse stato per me, io sarei rimasto a vita. Tuttavia, la cosa che mi rende più orgoglioso è che – ancora oggi – quando cammino per strada a Firenze, i tifosi mi riconoscono e mi riempiono di affetto”. Alberto Malusci, infatti, è tifoso viola D.O.C. da quando ha avuto cognizione e nella Viola ha esordito, vinto, perso, pianto di gioia e di dolore. Questo, soprattutto quando ha dovuto lasciare Firenze. Dal 1998 al 2010 circa, è stato calciatore (Fiorentina, appunto, ma anche Marsiglia e Belgio, per citare le esperienze più “esotiche”). Oggi, invece insegna calcio (ci dice proprio così): “Io lavoro con i giovani – ci racconta in Esclusiva per Fanpage.it – e i giovani non vanno allenati, ma va insegnato loro come si gioca a calcio. Ma potrò mai andare a spiegare a un ragazzino cos’è una diagonale? Ma per favore…”. Lo imparerete a conoscere il Malusci, toscanaccio vero, senza peli sulla lingua, così come quando gli si chiede perché non allena i grandi: “Perché questo calcio è tutto sbagliato: innanzitutto non è meritocratico. L’unico rimpianto è non esser nato vent’anni dopo, a quest’ora sarei a posto io e le mie prossime generazioni (ride, n.d.r.). Invece, mi tocca lavorare. Scherzo, eh, per me il calcio non è lavoro, gli ho dedicato la mia vita. E, poi, con i miei ragazzi mi diverto, perché loro sì che sono puri…”. Noi vi avevamo avvisato.
Malusci: “La Fiorentina mi ha insegnato a vivere. Pochi sanno cosa faceva Baggio nello spogliatoio”
Alberto Malusci si racconta a Fanpage.it. Il legame indissolubile con la Fiorentina, gli aneddoti dello spogliatoio con Roberto Baggio, i ricordi viola









