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24 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:25

“Che fatica vedere Pippo tirare fuori i soldi… diciamo che era un po’ tirchio“. Quando ripercorre la sua carriera e i bomber con cui ha giocato, Domenico Morfeo non usa parole esattamente dolci per ricordare Filippo Inzaghi, con cui giocò all’Atalanta nella stagione 1996-1997. Ma d’altronde l’ex fantasista, talento luminoso quanto incostante, definisce il calcio “un mondo falso”, senza vere amicizie. E nella sua intervista a La Gazzetta dello Sport racconta alcuni sprazzi dei suoi rapporti personali.

Il primo citato è Cesare Prandelli, a cui Morfeo dedica invece un grazie: “Mi ha fatto esordire, è stato un secondo padre. Un allenatore preparatissimo, capace, intelligente. Il migliore mai avuto e uno dei migliori in Europa in assoluto”. Buoni ricordi anche con Alberto Gilardino: “A Parma con Gila ci siamo divertiti. Pensi che in allenamento non lo voleva nessuno, non segnava manco con le mani. Poi si fece male Adriano e lui iniziò a buttarla dentro a raffica. Quanti assist gli ho fatto…”. A proposito di Adriano, invece, Morfeo si scioglie: “Per me il più forte mai visto. Io e Adri eravamo legatissimi“.