"L’ho inseguito per diversi metri, ha tirato fuori un coltello: prima ha provato a colpirmi al cuore, poi mi ha preso alla testa. Ma sono riuscito a bloccargli il polso e a immobilizzarlo con l’aiuto di altre persone". Chiude gli occhi mentre racconta Luca Signorelli (foto), con l’affanno di chi è ancora provato da quanto accaduto. Eccolo, il cittadino-eroe che ha bloccato Salim Ek Koudri in fuga sulla via Emilia. Un taglio orizzontale gli attraversa la testa, le mani sono ancora sporche di sangue.
Signorelli, come sta? "Fisicamente dovrò andare in ospedale, sul piano psicologico devo ancora realizzare quello che è successo".
Può ricostruire quei minuti drammatici? "Ero in via Emilia centro, passeggiavo come tanti altri. Ho visto la macchina investire tre o quattro persone, sono letteralmente volate per terra".
Dove si trovava lei? "All’altezza di un negozio, circa cinquanta metri più avanti dai primi impatti. Ho visto l’auto proseguire e sbandare, ero pietrificato".
Non riusciva a fuggire. "No, inizialmente le gambe non si muovevano. Ho osservato l’andamento della macchina: oscillava a zig-zag lungo la carreggiata e non si capiva dove stesse andando. Quando si stava avvicinando, prima mi sono buttato a sinistra, ma ho visto che l’auto virava a sinistra. Poi mi sono spostato a destra, ma l’auto si muoveva con me...".











