Coraggio e determinazione. C'è un passante "eroe" nel tragico pomeriggio di sabato 16 maggio a Modena, dove un uomo al volante di una Citroen C3 ha travolto i passanti ferendone otto, quattro in modo grave. L'ottavo ferito - lievemente - è proprio lui: Luca Signorelli, l'uomo che ha contribuito a bloccare Salim El Koudri una volta uscito dall'auto con un coltello in mano.Sabato sera, Signorelli e gli altri cittadini intervenuti in quei momenti drammatici hanno ricevuto anche il plauso del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il capo dello Stato ha infatti chiamato il sindaco del capoluogo emiliano, Massimo Mezzetti, chiedendogli di trasmettere "i ringraziamenti a quei cittadini che con coraggio hanno bloccato il colpevole".
"Blaterava qualcosa con un coltello in mano"A raccontare i momenti concitati di quello che doveva essere un normale sabato pomeriggio di passeggio e shopping è lo stesso Signorelli, intervenuto in prima battuta per aiutare la donna colpita in pieno dall'auto lanciata a folle corsa dal 31enne alla guida. "Mentre tento di soccorrere la signora con le gambe amputate - ha detto ai giornalisti sul posto subito dopo il fatto, con la testa ancora grondante di sangue - lui (l'investitore, ndr) scappa. Quindi l'ho inseguito, nel frattempo altre 4-5 persone mi sono venute dietro. È sparito dietro una pila di macchine e poi è risaltato fuori con un coltello in mano. Blaterava qualcosa".Si può immaginare il caos e lo choc tra chi era presente sulla scena, nella zona a traffico limitato del centro storico. Luca Signorelli prosegue ricostruendo quanto avvenuto: "Mi sono arrivati due fendenti, uno al cuore e l'altro alla testa. È partita una colluttazione. Un fendente sono riuscito a evitarlo, l'altro l'ho preso. Poi gli ho bloccato il polso. E l'ho neutralizzato". Aiutato anche da altri passanti.L'uomo in fuga, poi bloccato a terraTra i primi soccorritori intervenuti ieri in via Emilia Centro a Modena c'è un ufficiale dell'Esercito del nono reggimento di assalto paracadutisti "Col Moschin" libero dal servizio. L'ufficiale si trovava nella zona di Porta Bologna e, secondo quanto si apprende da fonti dell'Esercito, appena accortosi della donna di 55 anni colpita in pieno dall'auto e che si trovava a terra con le gambe amputate è intervenuto subito per prestare soccorso applicando un "tourniquet" (un laccio emostatico) che aveva nello zaino, per contenere l'emorragia, rimanendo sul luogo fino all'arrivo dei soccorsi.










