VENEZIA - Di esposti, negli ultimi giorni di campagna surriscaldata dai volantini e post elettorali in altre lingue dei candidati di origini straniere (soprattutto bengalesi), ne erano arrivati parecchi. Occupare vetrine con i manifesti degli aspiranti consiglieri comunali e di municipalità, del resto, non è assolutamente concesso, ancora di più quando manca una decina di giorni all'appuntamento alle urne.

E ieri, uno dopo l'altro, gli agenti della polizia locale hanno passato a tappeto i negozi e le attività che erano state segnalate con la pubblicità elettorale non in regola «perché - ricordano dal Comune - per i manifesti gli spazi sono solo quelli previsti nei tabelloni installati appositamente lungo le strade».Denunce e interventi Dall'inizio di questa settimana alcuni esponenti della coalizione di centrodestra (e in particolare di Fratelli d'Italia) avevano segnalato le vetrine di negozi, bar, attività di servizi come i Caf e i Money transfer, arrivando perfino alle finestre di qualche abitazione, semicoperte dai manifesti elettorali appesi all'interno, e rivolti ovviamente verso la strada. "Sotto accusa" diverse strade del centro e, in particolare, l'area tra via Aleardi, via Gozzi e l'immancabile Rione Piave, dove i negozi etnici sono maggiormente presenti, oltre che i residenti di origini straniere.Così ieri sono scattate decine di controlli da parte della polizia locale, in maniera comunque decisamente soft, per far rimuovere la pubblicità elettorale dalle vetrine. Gli agenti, con pazienza, hanno spiegato ai titolari delle attività che si trattava di una promozione irregolare in quanto gli spazi per i manifesti sono ben altri, con l'unica deroga relativa alle sedi elettorali dei partiti e dei singoli candidati dove i manifesti possono essere esposti sulle vetrine verso le strade.Sostanzialmente, fanno sapere dal Comune, l'operazione di ieri è stata una specie di "diffida" senza particolari conseguenze per i gestori dei negozi, ma che potrebbe avere ben altri risvolti ed essere sanzionata se l'episodio dovesse ripetersi. Già ieri pomeriggio, comunque, le vetrine erano state "ripulite" dalla pubblicità elettorale.Manifesti strappati E intanto, puntuale, a Venezia è ricominciato il balletto dei manifesti elettorali strappati. Il primo a denunciare la cosa è stato Marco Gasparinetti, postando la foto di una serie di manifesti strappati in Campo San Giacomo dall'Orio: «Vandalismo selettivo: indovinate quali sono gli unici manifesti non strappati? In comune hanno solo il colore», il riferimento è a quelli "gialli" di Simone Venturini, unici di quella fila a essere rimasti intatti. Solo che, come fanno notare altri sui social, non è proprio così: a pochi metri di distanza, infatti, anche i manifesti del candidato del centrodestra sono stati vandalizzati.