Da «votantonio, votantonio, votantonio» a «votasal, votasal, votasal». Sal Da Vinci a Vienna si cala nei panni di Totò in quella famosa scena del film Gli onorevoli, con tanto di megafono (e fascia da sindaco). Giovedì sera il cantautore partenopeo si è presentato a sorpresa in una pizzeria napoletana dove stavano cenando alcuni giornalisti accreditati all'Eurovision Song Contest e ad un certo punto si è affacciato dal balcone del piano superiore del locale dando show. Attaccata alla balaustra del balcone, un poster sul quale Sal Da Vinci era ritratto come lo zio Sam nel famoso manifesto «I want you» del 1917 negli Usa per la campagna di reclutamento nell'esercito. «I want you. Vota Sal, Per sempre sì», si leggeva. Un modo per fare campagna di (tele)voti a poche ore dalla finalissima dell'Eurovision Song Contest, in programma questa sera: diretta dalle 21 su Rai1 con il commento in italiano di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini.

Il sostegno A sostenere Sal Da Vinci è arrivato dall'Italia anche il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, insieme a Assoconcerti e Fimi. È la prima volta che un esponente del governo italiano segue la finale di Eurovision. Venticinque, in tutto, i finalisti: Sal Da Vinci si esibirà per ventiduesimo, indicativamente tra le 23.35 e le 23.50. Votano le giurie nazionali e il pubblico con il televoto (ma dall'Italia non sarà possibile votare per lui).Vedremo se riuscirà a battere i favoriti, i finlandesi Linda Lampenius Pete Parkkonen con Liekinheitin. Ieri Sal Da Vinci e il duo sono stati i più applauditi anche alle prove generali, andate avanti per tutto il pomeriggio. Si chiude così un'edizione segnata dalle polemiche legate alla presenza di Israele (Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda si sono ritirati) e ascolti più bassi rispetto agli ultimi anni. La seconda semifinale, giovedì, in Italia è stata vista da 1.286.000 spettatori pari al 6.9% di share. L'anno scorso aveva fatto registrare l'8,8% di share e 1.616.000 telespettatori.