VIENNA – Ha fatto il turista con la moglie, i figli e i nipoti, si è goduto il bagno di folla, ha ballato in metropolitana. Anche a Vienna Sal Da Vinci ha mangiato cucina napoletana da “I Terroni”. Ha dormito poco. Prima di salire sul palco riscaldamento vocale, poi, rito scaramantico, in cerchio con i ballerini. La vigilia della finale si è chiuso nella Wiener Stadthalle per le prove: stasera con Per sempre sì, si gioca la vittoria dell’Eurovision Song Contest (diretta su Rai1 con Gabriele Corsi e Elettra Lamborghini).
Venticinque cantanti in gara. Apre la serata la Danimarca con Søren Torpegaard Lund e la sua Før vi går hjem; chiude l’Austria con Cosmó che canta Tanzschein. Da Vinci sarà il ventiduesimo; nella smorfia napoletana, il numero 22 corrisponde a ‘O Pazzo. Niente da aggiungere.
A tifare per il cantante arriverà il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ex sottosegretario alla Cultura, che marca il territorio: ha lavorato a lungo nella musica. Le polemiche per la presenza di Israele (Noam Bettan con Michelle è tra i favoriti), non si placano. «Quest’anno non saremo all’Eurovision, ma lo saremo con la convinzione di schierarci dalla parte giusta della storia. Per la coerenza, la responsabilità e l’umanità» spiega il premier spagnolo Pedro Sanchez su X. ActionAid richiama l’attenzione sulla popolazione palestinese a Gaza e nella Cisgiordania occupata: «Eurovision — si legge in una nota — è uno degli eventi culturali più seguiti in Europa: ogni anno porta sullo stesso palco Paesi, lingue, culture e pubblici diversi. Non può essere considerato estraneo al contesto in cui si svolge... La finale rappresenta un’occasione per interrogarsi su quale idea di Europa vogliamo sostenere».











