L'Italia spera di cantare a ridosso del televoto. Grecia, Finlandia, Francia, Australia sono le nazioni che rischiano di togliere a Sal Da Vinci il gusto di una vittoria che l’artista in gara con la sua “Per sempre sì” non smette di sognare

L’esibizione di Sal Da VInci all’Eurovision Song Contest a Vienna (Alma Bengtsson)

Genova – Ad aprire la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest (in onda stasera su Raidue) sarà il ritmo forsennato indio-arabo-reggaeton della Bulgaria di Dara che, con il suo “Bangaranga”, rimescola le carte di un totovincitore senza fine.

Grecia, Finlandia, Francia, Australia sono le nazioni che rischiano di togliere a Sal Da Vinci il gusto di una vittoria che l’artista in gara con la sua “Per sempre sì” non smette di sognare. L’attesa, dopo la semifinale che questa sera alla Wiener Stadthalle stabilirà le dieci nazioni promosse tra le quindici in gara, è tutta per la scaletta della finale, dove il televoto sarà parte fondamentale insieme al voto dei giudici dei singoli paesi. E cantare quasi a ridosso dell’apertura del “via al televoto” al termine dell’esibizione di tutte e venticinque le nazioni in gara, può fare davvero la differenza: motivo per cui l’Italia spera di esibirsi verso il finale che spetterà all’Austria, già sorteggiata giorni fa.