Il capitano della Sea-Watch 5, nave dell’ong tedesca, è indagato con l’accusa di «favoreggiamento dell’ingresso illegale». È l’esito dell’ultima missione di Sea-Watch che ha soccorso nel Mediterraneo centrale 166 persone, sbarcate al porto di Brindisi.
Una missione complicata per l’attacco subito da quella che gli Stati europei considerano la guardia costiera libica: una raffica di mitra, minacce di abbordaggio e dirottamento.
La notizia dell’indagine è arrivata venerdì, quando verso mezzogiorno, fa sapere l’organizzazione, gli agenti della guardia costiera italiana e della polizia sono saliti sull’imbarcazione della flotta civile.
Sono rimasti sul ponte di comando per dodici ore, sequestrando documenti e attrezzature, per poi condurre alla stazione di polizia due membri dell’equipaggio per l’interrogatorio.
Il capitano «ha agito anteponendo la protezione delle persone a bordo sotto la sua responsabilità, rifiutandosi di compiere una grave violazione del diritto internazionale se si fosse reso complice di un respingimento», ha dichiarato in una nota Sea-Watch.










