AGGIORNAMENTO: Due motovedette libiche hanno aperto il fuoco questa mattina contro la nave Ong di Sea-Watch 5, intorno alle 10,20 (ora italiana), sparando una quindicina di colpi, nel tentativo di effettuare un respingimento illegale verso la Libia. Poco prima l'imbarcazione di Sea Watch aveva effettuato un soccorso in mare, in acque internazionali, portando in salvo 90 migranti.
L'ennesimo episodio di violenza è stato denunciato dalla stessa Ong. "I miliziani libici hanno minacciato l'abbordaggio se la Sea-Watch 5 non si fosse diretta verso Tripoli, contro le direttive delle autorità tedesche, stato di bandiera della nave, che hanno invece indicato alla nave di fare rotta nord a tutta velocità per mettersi in sicurezza", hanno raccontato da Sea-Watch, alla cui nave, battente bandiera tedesca, è stato assegnato per lo sbarco dei migranti il porto di Brindisi, che dista ben quattro giorni di navigazione. Le persone soccorse in mare sono tutti uomini, provenienti dal Bangladesh: tra loro 18 sono minori.
Contattate dall'organizzazione umanitaria, le autorità italiane si sono chiamate fuori, dicendo che la situazione non sarebbe di loro competenza. Ma come ha riferito Sea Watch, la motovedetta libica presente sul posto, insieme a un'altra imbarcazione più piccola, è stata donata proprio dal governo italiano alla Libia per le operazioni di cattura e respingimento nel Mediterraneo, in base all'accordo firmato tra i due Paesi. Una delle due imbarcazioni libiche presenti sulla scena in passato apparteneva infatti alla Guardia di Finanza italiana, e sarebbe stata donata alla Libia nel 2023, quindi durante il governo Meloni. Si tratta della Ras Jadir, che come ricostruisce l'Ong è stata già coinvolta in decine di episodi di violenza, tra cui omicidi in mare.








