«Non vengo da zone di guerra, ma ho capito subito che quel rumore era una raffica di mitra».

Davide viene da Napoli, quando è sulla terraferma suona la viola, ha 32 anni e fa parte del team di soccorso in mare della Sea-Watch 5. [Missing Caption][Missing Credit] Spari e minacce Lunedì 11 maggio, alle 9, il Mediterraneo centrale si è trasformato in un teatro di guerra.

La Sea-Watch 5, nave umanitaria operata dalla ong tedesca, ha avvistato una barca in vetroresina stracarica: 90 persone stipate su due livelli.

«C’era gente nel deck inferiore a rischio soffocamento, una situazione ad alto rischio», dice Davide.

In pochi minuti il team di soccorso ha messo i gommoni di salvataggio in mare e iniziato a salvare naufraghi e naufraghe.