Nei giorni scorsi una nave dell’organizzazione non governativa Sea-Watch era stata attaccata da due motovedette libiche durante un soccorso nel Mediterraneo. I miliziani libici hanno tentato di respingere i cooperanti verso le coste della Libia, prima che gli fosse assegnato il porto di Brindisi. A poche ore dall’arrivo in Italia, l’Ong ha rilanciato su X un post della marina militare italiana che, scrivono, “va ad aggiustare a domicilio i motori delle navi che sparano addosso a soccorritori e società civile europea nel Mediterraneo”.
In Italia sono circa le 10 di lunedì 11 maggio quando due motovedette libiche aprono il fuoco contro la Sea-Watch 5, nave dell’omonima Ong tedesca. I miliziani sparano una quindicina di colpi contro l’imbarcazione battente bandiera tedesca nel tentativo di respingerla illegalmente verso la Libia. A bordo ci sono circa 90 migranti provenienti dal Bangladesh, tra cui 18 minorenni, soccorsi dai cooperanti in acque internazionali.
Gli uomini al comando delle due motovedette hanno minacciato l’abbordaggio della Sea-Watch 5 se la nave non si fosse diretta verso Tripoli. I cooperanti, però, erano stati autorizzati dalle autorità tedesche a proseguire verso nord per mettersi in salvo. Una volta ripresa la navigazione, le autorità italiane hanno assegnato il porto di Brindisi per lo sbarco.







