Un lungo applauso, la platea in piedi e la sorpresa della Palma d’oro d’onore consegnata a fine proiezione. È stata una serata speciale quella vissuta da John Travolta al 79esimo Festival di Cannes, dove l’attore statunitense ha presentato il suo debutto alla regia, Volo notturno per Los Angeles, accolto con entusiasmo dal pubblico della Croisette. Il film, profondamente personale e in parte autobiografico, affonda le radici nei ricordi d’infanzia dell’attore e in particolare nel suo primo volo, vissuto nel 1962, esperienza che avrebbe acceso una passione destinata ad accompagnarlo per tutta la vita: quella per l’aviazione.

Dopo la proiezione, visibilmente emozionato, Travolta ha raccontato il significato più intimo dell’opera, soffermandosi soprattutto sulla nostalgia per un’epoca che, a suo dire, oggi sembra scomparsa. “Era un periodo splendido, romantico, pieno di visione e di speranza”, ha detto l’attore davanti alla platea del festival. “Architettura, aviazione, automobili, persino lo stile nel vestire erano animati da un grande ottimismo. C’era avventura, e si guardava con entusiasmo a ciò che sarebbe arrivato dopo”.

Parole che spiegano il cuore del film: non solo il racconto di una passione personale, ma anche il tentativo di recuperare uno sguardo fiducioso verso il futuro. Un sentimento che Travolta ritiene oggi sempre più raro, soprattutto tra le nuove generazioni. “I giovani oggi sentono la mancanza di quel romanticismo legato alla speranza”, ha osservato. “Forse questo film è un piccolo promemoria di ciò che potrebbe tornare a essere”.