CANNES. Musica a tutto volume in Sala Debussy, sulle note di Grease e Pulp Fiction. Sta per entrare un ospite speciale: John Travolta, che per la prima volta arriva al Festival di Cannes in veste di regista e riceve subito una Palma d'oro onoraria. "È più di un Oscar, è un sogno!", esclama emozionato con il suo basco bianco alla francese. "La mia vita per l'85 percento è stata fatta dai film, quelli che ho interpretato e quelli che ho sognato", prosegue commosso dagli applausi sempre crescenti. Descrive il suo Volo notturno per Los Angeles, dal 29 maggio su Apple TV, "la cosa più personale che abbia mai fatto". Non lo ha solo scritto - traendolo dall'omonimo libro che ha firmato più di trent'anni fa e che nessuno voleva realizzare - lo ha diretto, prodotto e interpretato, ritagliandosi la piccola parte di un capitano in pensione e scegliendosi come voce narrante del film. Ci ha tenuto a dedicarlo alla sua famiglia, a partire da sua moglie Kelly Preston venuta a mancare, fino ai suoi genitori e ai figli. Nel film recita la figlia Ella Bleu Travolta, nei panni dell'assistente di volo che ruba il cuore al protagonista Jeff, un simpatico bambino appassionato di aerei, esaltato dal suo primo volo (lo interpreta l’esordiente Clark Shotwell). Ad accompagnarlo verso Los Angeles è la madre (Kelly Eviston-Quinnett), attrice, fumatrice incallita, con un debole per Paul Newman e per i drink in volo. In una scena i due ballano insieme, in un'altra si guardano con dolcezza: "Mia madre mi sorrideva e mi guardava, e io la ricorderò sempre così", dice nel film Travolta. Dal vivo a Cannes aggiunge: "Sono sempre stato un grande osservatore della vita, fin da piccolo. Quella che vedete nel film è proprio la mia prospettiva di allora: volevo raccontare come tutto è iniziato".