Iniziative di promozione della lettura a scuola, sgravi fiscali e sui costi di spedizione dei libri, contrasto alla pirateria per tutelare i diritti d’autore. Ma anche contributi all’acquisto della carta quando i prezzi si alzano e fondi al settore librario «nel solco della norma sul cinema» Parte dal Salone del libro di Torino l’appello degli editori al ministro della Cultura Alessandro Giuli: «Bene i voucher per le biblioteche, ma ora si faccia una legge seria sul sostegno al libro». E a proposito di rapporti con Palazzo Chigi l’Aie, Associazione Italiana Editori, prende posizione sull’ingresso del ministero nella governance del Salone: «L’evento ci piace già così». Settore in perdita Il dibattito comincia all’incontro sull’editoria organizzato ieri mattina dall’Aie al padiglione 1. Secondo i dati del report presentato dall’associazione, i 60 milioni erogati dal governo a favore delle biblioteche hanno effettivamente spinto le vendite in libreria; ma non basta. «I nostri margini – spiega il presidente Aie Innocenzo Cipolletta –sono ancora ridotti da inflazione, costi della carta e dell’energia». La conseguenza è che il mercato del libro ha chiuso il 2025 con una perdita di 32, 7 milioni di euro rispetto al 2024. Leggi anche gli altri articoli sul Salone del Libro Le richieste degli editori «Eppure non ci sono né un capitolo del bilancio né una direzione dedicati a noi, come invece avviene per il cinema e per i musei» riflette Cipolletta. Intervenire a spot, quindi, non basta: «Serve una legge sul libro stabile e seria – spiega a margine dell’incontro Alessandra Carra, amministratrice delegata del gruppo Feltrinelli – per sviluppare la domanda di lettura. Parlo di sgravi alle famiglie, iniziative nelle scuole e aiuti alle librerie indipendenti». Dello stesso avviso il direttore generale operativo trade di Mondadori Filippo Guglielmone: «Una nuova norma aiuterebbe, ma dovrebbe coinvolgere editori, librai, distributori» dice. Anche qui, centrale è partire dai giovani: «Bisogna farlo prima che prendano in mano uno smartphone». Maria Teresa Panini, dell’editore Franco Cosimo Panini, propone «di istituzionalizzare i quindici minuti di lettura in classe». Per Agnese Manni di Manni editori, invece, «i voucher da soli rischiano di essere cattedrali nel deserto». La governance del Salone A margine dell’incontro al Salone, poi, l’Aie prende anche posizione nel dibattito sull’ingresso del ministero della Cultura nella governance della kermesse: «Se arrivano altre risorse pubbliche – illustra Lorenzo Armando, che per Aie rappresenta i piccoli editori – siamo contenti, ma sarebbe delicato toccare la governance attuale». Stessa opinione di Cipolletta: «Questa è un’iniziativa privata e ci piacerebbe rimanesse tale». Anche perché «gli editori sono soddisfatti, e quest’anno stanno vendendo più del 2025: qui i libri sono i protagonisti». Nonostante la pioggia la folla, nel secondo giorno di Salone, non è mancata. Per il fumettista Zerocalcare, ma anche per le iniziative organizzate allo stand de La Stampa. Il self publishing Grande interesse anche per il self publishing. Da solo, ormai, vale 14mila delle 80mila uscite editoriali annue (dati Aie). «Ma l’eccesso di queste pubblicazioni – dice Alessandro Torrentelli, chief operations officer di Giunti – può ingolfare il mercato e abbassare la qualità». Da anni, però, il Salone – che il presidente di “Torino, la città del libro” Silvio Viale ha definito «degli editori» – ospita uno stand dedicato proprio agli autori che si autopubblicano. «È un fenomeno in crescita, e per questo è legittimo rappresentarlo– ammette Armando – ma in questo contesto è in parte una contraddizione»
L’appello degli editori dal Salone: una legge strutturale a sostegno del libro
La richiesta al ministro Giuli: «Contro il calo del settore servono sgravi alle famiglie, iniziative nelle scuole e aiuti alle librerie». E sull’ingresso del d…










