La caduta dei ciclisti in via Cesario Console
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La doppia curva di via Cesario Console sul pavé bagnato del Lungomare di Napoli provoca una caduta a catena dei ciclisti del Giro d'Italia. La serpentina finale della sesta tappa partita da Paestum era considerata particolarmente ostica: dopo un lungo rettilineo di 3 km, una gimcana con due curve a sinistra e a destra a 400 metri dal traguardo su pavimentazione di cubetti di porfido già sdrucciolevoli normalmente ed in salita con pendenza del 4 per cento, prima di un breve rettilineo finale largo 8 metri. Un percorso impegnativo per i ciclisti e ad alto rischio di cadute, come rilevato da più voci esperte. Un tragitto, peraltro, cambiato in corso d'opera, come rivelato da Fanpage.it negli scorsi giorni, a causa della presenza dei cantieri del Lungomare e di Bagnoli, protrattasi oltre le previsioni. Inizialmente, infatti, il percorso era diverso e prevedeva il traguardo al Castel dell'Ovo, in rettilineo, non in piazza del Plebiscito dopo le curve. A peggiorare la situazione ci si è messa anche la pioggia, che ha bagnato Napoli fin dall'ingresso della corsa rosa in città. Il traffico, intanto, è andato in tilt, con lunghissime code di auto incolonnate lungo i varchi bloccati dalla Polizia Locale, oltre 400 gli agenti in strada. In particolar modo a Gianturco. Il traffico a Gianturco Il percorso del Giro d'Italia a Napoli cambiato a causa dei cantieri Ma inizialmente non doveva essere questo il tragitto a Napoli della sesta tappa della 109esima edizione del Giro d'Italia. A gennaio era stato annunciato il percorso che prevedeva il passaggio a Bagnoli e Posillipo. I corridori sarebbero dovuti scendere dalla collina di Posillipo verso Marechiaro e l'area di Coroglio, dove si trova l'ingresso alla Baia di Trentaremi, passando davanti al Parco Archeologico di Pausilypon e al Parco Sommerso della Gaiola, sarebbero quindi arrivati a Mergellina, avrebbero percorso il Lungomare Caracciolo,prima del traguardo a Castel dell’Ovo.















