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Era l’alba, sabato scorso. Sako Bakari, 35 anni, originario del Mali, aveva appena parcheggiato la sua bicicletta nel centro storico di Taranto: stava andando a prendere il treno per recarsi nelle campagne pugliesi, dove lavorava come bracciante. Non aveva sempre fatto questo lavoro: era arrivato in Italia circa una decina di anni fa, aveva lavorato come cameriere a Torino. Poi nel 2022 si era trasferito a Taranto, dove viveva il fratello, che poi era emigrato in Spagna. Anche in Puglia, Bakari lavorava come cameriere, solo che qualche mese fa il ristorante dove era impiegato aveva chiuso. E così era finito a fare il bracciante a Massafra, nelle campagne attorno Taranto. Per questo ogni mattina andava a piazza Fontana, alla stazione a prendere il treno.
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Solo che sabato è stato accerchiato, aggredito e ucciso da un gruppo di ragazzi. Sei in totale, molti dei quali minorenni. Hanno iniziato a pestarlo, lo hanno rincorso dentro a un bar (da cui sarebbe stato allontanato invece che soccorso, ma la dinamica non è ancora chiara) e hanno continuato a riempirlo di calci e pugni. Per poi sferrare una serie di coltellate, all’addome e al torace. Un quindicenne ha confessato, ha detto di essere stato lui ad assestare i fendenti e ha fatto ritrovare l’arma del delitto. Il ragazzino, che ha reso delle dichiarazioni spontanee al gip del tribunale dei minorenni di Taranto, ha detto di aver agito per paura che gli amici venissero aggrediti. Gli altri tre minori che sono stati sentiti hanno raccontato di non essersi accorti che il loro amico aveva tirato fuori un coltello, né del fatto che Sako stesse sanguinando, quando hanno continuato a colpirlo. Hanno detto che pensavano stesse fingendo, quando l’hanno visto accasciarsi dentro il bar. A quanto pare i ragazzi avrebbero raccontato che prima dell’omicidio ci sarebbe stata una discussione con la vittima in piazza Fontana, che poi si sarebbe trasformata in collutazione nei pressi della stazione. Le immagini delle telecamere sorveglianza, in una dinamica ancora da accertare, mostrano l’uomo che lega la sua bici e che viene poi accerchiato dai ragazzini.










